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Un diamante sintetico è un vero diamante creato in laboratorio. Produzione HPHT e CVD, differenze con il diamante naturale, certificato IGI o GIA, prezzo e consigli per scegliere.
In breve Un diamante sintetico, detto anche diamante di laboratorio o diamante creato in laboratorio, è un vero diamante: carbonio puro, con la stessa durezza (10 sulla scala di Mohs), la stessa brillantezza e la stessa composizione di un diamante naturale. L’unica differenza è l’origine: viene creato in laboratorio in poche settimane, ad alta pressione (HPHT) o per deposizione di carbonio (CVD), invece di formarsi nella Terra in milioni di anni. A occhio nudo, e perfino con la lente, nulla li distingue; solo un laboratorio attrezzato può fare la differenza. A parità di qualità costa molto meno di un diamante naturale, ma non si rivende come un investimento.
10
Durezza sulla scala di Mohs, come il diamante naturale
2,42
Indice di rifrazione: la stessa brillantezza
D–F
Colore dei nostri diamanti: incolori
IGI · GIA
Certificato da 0,5 carati
Queste espressioni indicano la stessa pietra: un diamante creato in laboratorio. Si legge anche «diamante artificiale» o, in inglese, lab-grown diamond. In Francia, dove ha sede la nostra boutique, la normativa sul commercio delle pietre (decreto n. 2002-65 del 14 gennaio 2002) impone di accompagnare il nome della pietra con la parola «sintetico»: un gioielliere deve quindi scrivere «diamante sintetico» e può precisare «creato in laboratorio».
Il termine «diamante artificiale» è fuorviante se fa pensare a un’imitazione: un diamante sintetico non è un falso. Ha la composizione (carbonio cristallizzato), la struttura cristallina e le proprietà fisiche e ottiche del diamante naturale. Le vere imitazioni sono la zirconia cubica o il vetro, molto più teneri. La moissanite, invece, è un’altra pietra, con proprietà proprie: confrontiamo le due nella nostra guida moissanite vs diamante.

Il primo diamante sintetico è stato prodotto nel 1954, negli Stati Uniti, per l’industria. Solo negli anni 2010 qualità e dimensioni sono diventate comunemente adatte alla gioielleria. Oggi esistono due procedimenti (il diamante sintetico su Wikipedia):
HPHT (alta pressione, alta temperatura)
si riproducono le condizioni che esistono a oltre 150 km di profondità. Un piccolo seme di diamante viene posto in una pressa con del carbonio, a circa 1.400 °C e 50.000 volte la pressione atmosferica. Il carbonio si scioglie in un bagno di metallo, poi cristallizza sul seme.
CVD (deposizione chimica da vapore)
una sottile lastra di diamante viene posta in una camera piena di un gas ricco di carbonio (metano e idrogeno). Riscaldato a microonde, il gas libera i suoi atomi di carbonio, che si depositano strato dopo strato sulla lastra. Il cristallo cresce così per diverse settimane.
In entrambi i casi si ottiene un diamante grezzo, che viene poi tagliato e lucidato esattamente come un diamante naturale (taglio brillante, ovale, goccia, marquise…). Il procedimento non influisce sulla bellezza della pietra: un diamante HPHT e uno CVD della stessa qualità sono belli allo stesso modo. Il certificato indica peraltro il metodo utilizzato.
| Diamante sintetico | Diamante naturale | |
|---|---|---|
| Composizione | Carbonio puro | Carbonio puro |
| Origine | Creato in laboratorio, in poche settimane | Formato nella Terra, in milioni di anni |
| Durezza (Mohs) | 10 | 10 |
| Indice di rifrazione (brillantezza) | 2,42 | 2,42 |
| Dispersione («fuoco») | 0,044 | 0,044 |
| Densità | 3,52 | 3,52 |
| Differenza a occhio nudo | Nessuna | Nessuna |
| Certificato | IGI o GIA (dicitura «creato in laboratorio») | GIA, IGI, HRD |
| Estrazione mineraria | No | Sì |
| Prezzo | €€ | €€€€ |
| Valore di rivendita | Basso | Inferiore al prezzo d’acquisto |
A occhio nudo è impossibile, e nemmeno un gioielliere con la lente ci riesce. I comuni tester per diamanti (termici o elettrici) lo riconoscono come diamante, perché lo è. Solo le apparecchiature di laboratorio (spettroscopia, immagini a raggi ultravioletti) rivelano le minuscole tracce lasciate dalla crescita in laboratorio.
Per l’acquirente, la garanzia più semplice è quindi il certificato: indica sempre che si tratta di un diamante creato in laboratorio. Sulle pietre certificate, il numero del certificato è di solito inciso al laser sulla cintura (il sottile bordo della pietra), invisibile a occhio nudo ma leggibile con la lente.
Un diamante sintetico si valuta esattamente come un diamante naturale, secondo le «4C»:
Carato
(carat): il peso (1 carato = 0,2 g). Un diamante rotondo da 1 carato misura circa 6,5 mm di diametro.
Colore
da D (perfettamente incolore) a Z (tonalità gialla visibile). Da D a F, il diamante è detto incolore.
Purezza
(clarity): da FL (senza inclusioni) a I (inclusioni visibili a occhio nudo), passando per VVS (inclusioni molto, molto lievi) e VS (molto lievi), invisibili a occhio nudo.
Taglio
(cut): la qualità delle proporzioni e della lucidatura, che crea la brillantezza della pietra.
I due grandi laboratori che certificano i diamanti sintetici sono l’IGI (International Gemological Institute) e il GIA (Gemological Institute of America). I nostri diamanti sintetici sono classificati da D a F per il colore e da VS a VVS per la purezza, cioè incolori e di altissima purezza, e sono accompagnati da un certificato IGI o GIA a partire da 0,5 carati.

A parità di carati, colore e purezza, un diamante sintetico costa diverse volte meno di un diamante naturale. Non ci sono miniere da sfruttare né una lunga catena di intermediari, e la produzione è cresciuta molto: i prezzi sono calati sensibilmente negli ultimi anni. In pratica, con lo stesso budget si ottiene una pietra più grande o di qualità superiore, oppure un gioiello in oro invece che in argento.
Il prezzo dipende soprattutto dalle 4C e dal metallo. Sulle nostre schede, Lei sceglie i carati, il metallo (oro 9 kt, 14 kt o 18 kt, o argento 925 a seconda del modello) e il colore dell’oro: il prezzo di ogni versione appare subito. Provi, per esempio, con l’anello La Solitaire o gli orecchini punto luce Double éclat, disponibili in diamante sintetico e in moissanite.
Da sapere: un diamante sintetico non è un investimento. Poiché i prezzi scendono e la produzione non è limitata, il suo valore di rivendita è basso. Anche il diamante naturale, il più delle volte, si rivende ben al di sotto del prezzo d’acquisto. Un diamante sintetico si sceglie per indossarlo, non per rivenderlo.
Un diamante sintetico non esce da alcuna miniera: la sua origine è nota e tracciabile, dal laboratorio al gioiello. È uno dei motivi per cui mettiamo il diamante sintetico e la moissanite al centro delle nostre creazioni. Per il diamante naturale, le condizioni di estrazione sono talvolta difficili da ricostruire.
Sempre più coppie scelgono un diamante sintetico per il loro anello di fidanzamento: è un vero diamante, resistente e luminoso quanto uno naturale, da indossare ogni giorno per tutta la vita. La differenza di prezzo permette spesso una pietra più bella o una montatura in oro 18 kt.
Il nostro anello La Solitaire tiene una sola pietra rotonda su sei sottili griffe, da 0,2 a 3 carati, in argento 925 o in oro 9 kt, 14 kt o 18 kt. La Marquisette unisce un diamante ovale da 1,2 carati a sottili marquise, in oro bianco, giallo o rosa. Per un progetto su misura, ci scriva: La aiutiamo a scegliere dimensione, qualità e montatura.
French Riviera Oroil bracciale tennis, una fila continua di diamanti sintetici sull’oro, da 1 a 10 carati.
Heart Catcherun bracciale di diamanti sintetici a forma di cuore, in oro bianco, giallo o rosa.
L’Envolée Solitaireun sottile bracciale in oro con un solo diamante da 0,1 a 2 carati.
Larmes d’Auroreorecchini pendenti in oro con diamanti sintetici taglio goccia.
Double éclatorecchini punto luce in taglio brillante o portoghese, da 0,2 a 8 carati la coppia.
La Solitaire
La Marquisette
Come ogni diamante, non si graffia praticamente mai e non si opacizza. Crema, sapone e polvere finiscono però per velare qualsiasi pietra: un bagno in acqua tiepida e sapone e uno spazzolino morbido gli restituiscono tutta la sua brillantezza. Tolga i gioielli per lo sport, il giardinaggio o le pulizie: anche un diamante può scheggiarsi con un colpo secco contro uno spigolo.
Sì. Ha la stessa composizione (carbonio puro), la stessa durezza e la stessa brillantezza di un diamante naturale. Cambia solo l’origine, che deve essere indicata con la parola «sintetico» o «creato in laboratorio».
No. Colore e brillantezza sono stabili, come quelli di un diamante naturale. Se sembra meno brillante, ha semplicemente bisogno di essere pulito.
Non a occhio nudo, né con un comune tester per diamanti. Può farlo solo un laboratorio attrezzato. Il certificato indica sempre la natura della pietra.
Il diamante sintetico è un diamante; la moissanite è un’altra pietra (carburo di silicio), un po’ meno dura, con riflessi più colorati e meno costosa. Trova tutti i dettagli nella nostra guida moissanite vs diamante.
È basso: non è un investimento. Anche un diamante naturale si rivende in genere ben al di sotto del prezzo d’acquisto.
Sì, a partire da 0,5 carati i nostri diamanti sintetici sono accompagnati da un certificato IGI o GIA. Sono classificati da D a F per il colore e da VS a VVS per la purezza.
Un progetto su misura?
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